Cos’è il contratto di apprendistato?

  • L’apprendistato è un rapporto di lavoro a causa mista, ossia è un contratto in cui la componente formativa ha una parte rilevante (vd. Sentenza Cass. n. 6787/2002). La prima regolamentazione dell’apprendistato risale al 1955 (L. n. 25/55), il contratto è stato poi rivisto nel 1987 dalla Legge n. 56/87 e infine più recentemente nell’articolo 16 della legge n. 196/97. L’ultimo intervento legislativo, nel 2003 (D.Lgs. n. 276/03), ne ha trasformato profondamente gli aspetti formativi e contrattuali suddividendo l’apprendistato in tre diverse tipologie:
  • 1) l’apprendistato per il conseguimento del diritto-dovere all’istruzione, che costituisce uno dei canali previsti dalla riforma del sistema di istruzione per assolvere al diritto-dovere alla formazione fino a 18 anni (L. n. 53/03);
  • 2) l’apprendistato professionalizzante, che ha come obiettivo il conseguimento di una qualificazione attraverso la formazione sul lavoro e l’apprendimento tecnico professionale;
  • 3) l’apprendistato per il conseguimento di un diploma o per percorsi di alta formazione. Chi può assumere con contratto di apprendistato ? Possono assumere apprendisti i datori di lavoro di qualunque settore produttivo.
  • Il numero degli apprendisti sul totale dell’organico dell’impresa non deve superare il 100% del personale qualificato, mentre deve essere pari a non più di 3 nelle imprese che hanno fino a 3 dipendenti qualificati o specializzati.

A chi si applica?

L’apprendista deve avere un’età compresa tra i 16 e i 24 anni. L’età massima è elevata a 26 anni per le assunzioni in particolari aree geografiche (Obiettivi 1 e 2 stabiliti dalla Commissione Europea) e per i portatori di handicap; nel settore artigiano e per qualifiche ad alto contenuto professionale i contratti nazionali possono elevare il limite di età fino a 29 anni.

Quale è la durata del contratto di apprendistato?

La durata del rapporto di lavoro è fissata dai contratti collettivi, sempre però entro i limiti stabiliti dalla legge: almeno 18 mesi e un massimo di 4 anni, fino a 5 anni nel settore artigiano. I periodi di apprendistato prestati presso più datori di lavoro, si cumulano ai fini del computo della durata massima dell’apprendistato, purchè non separati tra loro da interruzioni superiori all’anno e si riferiscano alle stesse attività produttive. Può essere concordato tra le parti un periodo di prova, che sarà regolato dall’articolo 2096 del codice  civile e che non potrà superare la durata di massimo 2 mesi.

Come avviene la formazione durante il contratto di apprendistato?

La formazione dell’apprendista dovrà essere effettuata all’esterno dell’impresa presso Centri di Formazione Professionale che dovranno poi certificare l’avvenuta formazione e il livello di formazione raggiunto. Il collegamento tra l’apprendistato sul luogo di lavoro e la formazione esterna è reso possibile dalla presenza di un tutore. Viene attuato un rinvio alla contrattazione collettiva per la determinazione delle modalità di erogazione della formazione aziendale anche negli Enti Bilaterali.

E l’orario lavorativo?

L’orario lavorativo dell’apprendista non potrà superare le 8 ore giornaliere e le 44 ore settimanali. Ciò vuol dire che le ore di straordinario, previo consenso del lavoratore in quanto facoltative, potranno essere effettuate per un numero massimo di 4 ore settimanali non collegate al normale orario di lavoro non essendo possibile, per legge, prolungare oltre le 8 ore l’attività giornaliera. Le ore di insegnamento teorico complementari, previste dalla legge come obbligatorie, sono considerate a tutti gli effetti ore lavorative e computate nell’orario di lavoro. E’ fatto espresso divieto per gli apprendisti di prestare attività lavorativa nelle fasce orarie notturne dalle ore 22.00 alle ore 6.00.

Quali sono i diritti previdenziali dell’apprendista?

  1. I contributi previdenziali che il datore di lavoro deve versare sono ridotti rispetto a quelli degli altri lavoratori dipendenti. Per favorire la stabilizzazione del rapporto di lavoro l’apprendista beneficia di agevolazioni contributive per l’anno successivo al giorno dell’assunzione a tempo indeterminato
  2. Infortunio e malattia professionale: In base alla normativa vigenti sono tutelati tutti quei lavoratori appartenenti alle categorie per le quali è previsto l’obbligo di tale assicurazione
  3. Malattia: Non è prevista l’indennità economica di malattia per i periodi di assenza dal lavoro ma solo le prestazioni di assistenza sanitaria generica, specialistica, ambulatoriale, farmaceutica, ospedaliera, ostetrica.
  4. Maternità Spetta, senza alcun requisito minimo contributivo, la indennità di maternità obbligatoria facoltativa. L’apprendista ha diritto agli assegni familiari.
  5. Disoccupazione Non è prevista l’indennità di disoccupazione in quanto non viene versato il relativo contributo.
  6. Per chi vuole approfondire l’argomento: Circolare Ministeriale del 25/01/2006, n.2; Circolare Ministeriale del 15/07/2005, n.30; L. 14/05/2005, n.80, art. 13 comma 13 bis; D.Lgs.n. 276/2003, art. 47-53; Circolare Ministeriale del 14/10/2004, n.40.